Agricoltura sociale innovativa

Le pratiche territoriali di agricoltura sociale facilitano percorsi di inclusione sociale attiva, in cui le persone sono accompagnate, soddisfacendo i propri bisogni sociali, verso il progressivo inserimento nella conoscenza e nelle reti di attori locali, concorrendo, ove necessario, a rafforzare competenze professionali specifiche ed a generare opportunità lavorative. Queste esperienze sono basate su una logica di economia civile e su una forte integrazione di competenze e risorse tra settori e tipi di soggetti. La collaborazione tra imprese agricole private, soggetti del terzo settore, servizi pubblici, organizza, così, reti di protezione sociale nuove, volte ad integrare servizi formali e reti informali, comunitarie, basate sulla volontarietà, la responsabilità ed un movente condiviso. L’intermediazione si realizza in nuovi modelli organizzativi, di frontiera, ibridi (ad esempio il tavolo di agricoltura sociale locale) ovvero formule collaborative tra imprese agricole e cooperative sociali, sotto forma di ATI o di cooperative agricolo-sociali. Questi luoghi o realtà sono accomunati dalla condivisione di un forte movente ideale ed una conoscenza costruita in modo condiviso, attraverso scambi ed incontri ripetuti. Il movente può essere trasmesso all’esterno contribuendo ad accrescere la reputazione del soggetto che lo esprime e, di rimando, a generare nuove alleanze con una pluralità di attori, tra cui gli stessi consumatori e cittadini.

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