Co-produrre valore economico e sociale

Cosa c’è in un kg di verdura di agricoltura sociale? Gli esiti di un progetto di ricerca-azione dell’Università di Pisa

Presso l’Università di Pisa, il gruppo di economia agraria coordinato dal Prof. Francesco Paolo Di Iacovo da circa dieci anni svolge ricerca nazionale e internazionale sul tema (agricolturasocialeinnovativa.wordpress.com). Tra le azioni, anche la promozione di alcuni progetti concreti come quella di Orti ETICI (www.ortietici.it), che sperimenta dal 2009 pratiche di sussidiarietà e di co-produzione di valori sociali ed economici, in una prospettiva di economia civile. Orti ETICI è realizzato da UniPi sui terreni condotti a San Piero, dal Centro di Ricerca Interdipartimentale E. Avanzi, in collaborazione innovativa con la Cooperativa Sociale Ponte Verde e con l’azienda agricola Colombini. L’iniziativa promuove formazione e inclusione sociale e lavorativa per persone a bassa contrattualità inviate dai servizi per le tossicodipendenze, per l’esecuzione della pena all’esterno l carcere e dal distretto di salute mentale. Da quando è nato, in accordo con la Società della Salute Zona Pisana, il progetto Orti ETICI ha formato e incluso circa 50 persone assicurando, allo stesso tempo, la produzione di cibo fresco, locale, prodotto con tecniche biologiche. Orti ETICI ha avviato iniziative volte a rendere conto degli esiti che l’AS può realizzare. Di recente, il dott. Salvatore Griffo ha discusso una tesi di laurea che evidenzia il contenuto economico e sociale dei prodotti di agricoltura sociale. Dati semplici, che fanno, però, chiarezza sull’idea di co-produzione economica e sociale. Dal lavoro emerge la differenza positiva di 1 kg di prodotto di agricoltura sociale realizzata in Orti ETICI rispetto ad altri. 1kg di verdura di agricoltura sociale biologica, venduto in modo diretto alle famiglie al prezzo di mercato di 1.70 €, assicura un margine di 0,35 € per il progetto, consente un risparmio per le famiglie che li acquistano di 0,70 €/kg rispetto a quanto pagherebbero sui normali canali di mercato, aspetto non marginale in una fase di crescente difficoltà di accesso a prodotti freschi di qualità. A questo primo contenuto sociale, se ne sommano altri: ogni Kg di verdura di AS, realizza 6’ di lavoro inclusivo, la cui efficacia è superiore di quella di altri progetti inclusivi, porta spesso un risparmio dei farmaci consumati, e rende le persone da percettori di assistenza a produttori di reddito. Infine, dal punto di vista pubblico, un kg di verdura consente il risparmio di 0.74 € di spesa pubblica, per l’incremento di efficacia degli esiti sulle persone, ma anche per la differenza tra il costo del progetto e altre ipotesi consuete di intervento. L’uomo è ciò che mangia, un’affermazione che l’AS rende vera anche dal punto di vista delle relazioni e delle capacità inclusive di un sistema locale.

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